‘Fotoscoperte’ oggi propone il lavoro ‘Distant and Close’ di Alla Mirovskaya, giovane fotografa russa.
Per certi versi un progetto diametralmente opposto a Closer della Carucci, per motivi che andremo a scoprire attraverso le parole dell’autrice stessa.

“Questo lavoro segna l’inizio della mia ricerca sulla capacità della fotografia di mostrare ciò che non è visibile agli occhi, ma ugualmente reale.
Come le relazioni, per esempio. Esse sono qualcosa di effimero, non è così semplice arrivare, vedere di cosa si tratta e ritrarle. Ancor di più quando si tratta della propria famiglia e dei rapporti che la costituiscono.

Credo che la natura delle relazioni familiari sia duplice. Infatti, la vulnerabilità è spesso l’altro lato dell’intimità umana. Perché è così? Si tratta di un’implicazione della minima distanza tra le persone? Forse è perché la casa è il luogo dove ci sentiamo al sicuro, ci apriamo e quindi abbassiamo la guardia e siamo vulnerabili?

La ricerca di risposte a tali quesiti è divenuto il nucleo emotivo della storia Distant and Close.
In un certo senso, si tratta di un lavoro terapeutico, perché mi ha permesso di superare un momento difficile nei miei rapporti familiari. La necessità di analizzare la mia famiglia mi ha permesso di prendere una certa distanza, di calarmi nel ruolo di ricercatore piuttosto che partecipare direttamente agli avvenimenti.

La cosa più difficile è stata decidere di mostrare noi stessi e ciò che accade tra noi per come lo vedo realmente.
Non è tanto decidere di avere un punto di vista personale, quanto scegliere di renderlo pubblico. Aprirsi vuol dire rendersi vulnerabili.
Ma andando avanti, dopotutto, mi sembra più vero il contrario. Mi sento più forte e protetta ora che sono riuscita a guardare negli occhi la mia verità.”

La sensazione guardando il lavoro di Alla, è di galleggiare in un sogno; sembra tutto irreale, e i toni utilizzati trasmettono ancor di più un senso di perfetto indefinito.
E al risveglio la sensazione è quella di aver assaporato un te aromatico, dal gusto dolceamaro.

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