Con il progetto ‘Days with my Father’ cambiamo il punto di vista rispetto agli ultimi due contenuti presentati, in cui due fotografi, ma soprattutto due genitori, fotografavano la ‘diversità’ di loro figli.

Phil Toledano è il fotografo che realizza un diario dei suoi giorni con il padre, colpito da una sindrome molto simile all’Alzheimer e che causa la perdita della memoria a breve termine.

Prima di parlare del padre, occorre capire l’importanza della figura materna e di quello che ha rappresentato per Toledano, perché tutto il progetto parte proprio dalla scomparsa della mamma.

Infatti la donna è stata una sorta di barriera protettiva , ha fatto sì che questa non influisse sulla vita del figlio e che quindi non la condizionasse in alcun modo.

Ma la sua prematura scomparsa ribalta la situazione e sin da subito l’autore si rende conto della reale condizione del padre: la richiesta ripetitiva e quasi ossessiva di quest’ultimo di dove fosse la moglie è il primo trauma con cui occorre fare i conti e si viene a contatto con una realtà fino ad allora semisconosciuta.

‘Perché non siamo andati a trovarla in ospedale quando stava male? Perché non mi hai portato al funerale?’ 

Il dover ricordare in maniera così costante la scomparsa della mamma stava in qualche modo uccidendo anche padre e figlio, finchè Toledano decise di dirgli che la moglie si era dovuta recare a Parigi per curare il fratello malato.

Inizia da qui il diario fotografico di questa relazione complicata ma al tempo stesso tenera, dove i ruoli sembrano invertiti, un genitore che diventa figlio con tutte le attenzioni di cui ha bisogno ed un figlio che diventa padre del proprio.

Ma soprattutto il fotografo si rende conto di quanto amore ci sia stato tra i suoi genitori; nei pochi momenti di lucidità Toledano senior racconta aneddoti e storie legate al loro lungo rapporto, piange pensando a quanto le manchi la compagna di una vita, mettendo a nudo un’umanità debole e fragile.

E si sorride anche quando non ricordando il nome del cane che vive con lui, l’anziano insiste nel chiamarlo ‘Bastardo’ o quando mettendosi due biscotti sul petto dice al figlio: ‘guarda le mie tette’

Dopo tre anni Mr Toledano muore serenamente nel suo letto, a 99 anni, pensando di averne ancora 22: la paura di vedere il padre morire attaccato ad una macchina o in un ospedale è svanita.

Ora questo anziano ‘bambino’ dovrebbe aver raggiunto la sua ultima meta: la lontana Parigi dove lo stava aspettando la moglie….

https://www.theguardian.com/…/20…/may/16/days-with-my-father