Avete mai sentito nominare la Sacha-Jacuzia?

Crediamo proprio di no…ed allora oggi vi ci portiamo noi, in questa remota regione della Siberia settentrionale, e più precisamente a Tiksi.

Tiksi è la città di origine di Eugenia Arbuageva, fotografa russa che proprio a Tiksi ha deciso di ritornare per riscoprire le sue origini e rivivere parte della sua infanzia e adolescenza, dopo averla lasciata in seguito al crollo geopolitico dell’Unione Sovietica all’età di soli 8 anni.

Ma si sa , la terra che ci da i natali, ha spesso la capacità di esercitare una forza magnetica che ci costringe a tornare, anche quando si tratta di un regione polare, una terra di lunghi giorni e lunghe notti con bufere di neve infinite che mascherano completamente l’orizzonte e impediscono di distinguere il cielo dalla terra.

Ma sono proprio questi paesaggi quasi surreali, al limite del fiabesco, che ci permettono di immergerci in una realtà immutabile in cui spuntano personaggi che sembrano usciti direttamente da una fiaba.

Protagonista velata di Tiksi è Tania, una bambina di 13 anni, su cui l’Arbugaeva proietta il suo io fanciullesco e i suoi ricordi legati a quel tempo in cui la solitudine ed il freddo, 

erano gli unici compagni di periodi interminabili.

Il bianco assoluto è l’altro protagonista della storia, che ci permette di apprezzare ancora di più le spruzzate di colore e vivacità che accompagnano soprattutto le fotografie in cui fa capolino la presenza umana ed anche animale.

Da sottolineare il rosso del cappello indossato da Tania, chiaro omaggio che l’autrice fa all’esploratore Jacques-Yves Cousteau che ha animato i racconti della sua infanzia.

Tiksi è un viaggio nelle radici, un’esplorazione dei ricordi di una bambina che nonostante le difficoltà ambientali torna in quella che è casa.

Non fatevi ammaliare dal senso estetico ed esotico di questo lavoro, tra l’altro meraviglioso, ma provate a ‘guardare’ l’emotività che ha fatto sì che questo vedesse la luce: in fondo molti di noi potremmo tornare nella nostra Tiksi e riscoprire ricordi nascosti, ma non troppo. A volte basta tornare a guardare con gli occhi di un bambino…

http://www.evgeniaarbugaeva.com/stories/—tiksi