Nei precedenti contenuti abbiamo spesso osservato come la fotografia esplori il concetto di famiglia attraverso uno sguardo attento, sottolineando rapporti meravigliosi e situazioni di conflitto all’interno della stessa.

Quello che vi proponiamo oggi è un lavoro estremamente complesso, soprattutto dal punto di vista psicologico: autrice è la fotografa svedese Monika Macdonald.

Si parte dal concetto che la società odierna ci identifica non tanto come cittadini, ma attraverso delle etichette precise e pesanti tanto da creare aspettative ‘importanti’ che finiscono per essere interiorizzate rendendo difficile arrivare alla propria visione individuale.

E da qui parte la ricerca della Macdonald , la quale soffre pesantemente le etichette di madre e moglie legate alla definizione di famiglia.
Inizia quindi a fotografare donne che hanno abbandonato lo stile di vita canonico per intraprendere un percorso di ricerca della loro naturale identità: un abbandono dei sentimenti che associavano al loro essere madri per trovare una nuova indipendenza, quasi a voler celebrare aspettative azzerate dalle famose etichette di cui parlavamo sopra.
Come vivere la propria vita e per chi?
Domanda universale, ma il passare degli anni rende questa visione più complicata per il mondo femminile.
Interessante la riflessione dell’autrice : 

‘Storicamente viviamo in tempi emancipati , anche se in Svezia le donne sono libere di fare ciò che vogliono con le loro vite. Detto questo, essere donna significa navigare costantemente di norme e aspettative che permea il tempo che viviamo. 
Rompere le norme è diventata la norma.
La libertà sessuale è stata sancita dai nostri tempi, ma certa sessualità è considerata più libera di altre.
Anche la religione è segnata da una profonda ipocrisia, anche se la Svezia è uno dei Paesi più laici al mondo.
Si può vivere solo per l’amore di qualcun altro o solo per il tuo bene? Cosa puoi desiderare oltre? Chi ti permette di desiderare? 
E soprattutto cosa significa essere una buona madre?
Che tipo di vita è considerata compatibile con la maternità?
La felicità oggi sembra un prodotto preconfezionato, così come appare nelle riviste patinate o su Facebook.
E’ semplice credere che alcune scelte libere siano più libere di altre’

Tutte domande a cui cerca di dare una risposta ‘In Absence’, una fotografia complessa, di non facile lettura, dove il concettuale non è solo una ricerca stilistica o una moda, ma la leva su cui si tiene l’intero impianto del progetto: ne usciamo colpiti da un profondo senso di alienazione ma soprattutto ci viene offert una serie di riflessioni su cui torneremo sicuramente.

http://www.monikamacdonald.com/in-absence