Oggi ci trasferiamo nella regione francese della Forez, situata nel Massiccio Centrale e terra di origine dell’autore di questo gioiello che è Face Au Silence.
Christophe Agou, ci ha lasciati troppo presto, ma con un tesoro di immagini di rara bellezza e valore umano.
Dopo essersi trasferito a New York ed essersi formato fotograficamente come autodidatta, inizia un progetto sulla metropolitana di New York che culminerà con la sua prima pubblicazione dal titolo Life Below: una galleria di personaggi sospesi tra sogno e realtà che viaggiano verso una meta non meglio definita.
Nell’inverno del 2002, torna in Francia, e più precisamente proprio nei luoghi che lo hanno visto crescere; ripercorre questi territori riaccendendo nella sua mente memorie e ricordi mai sopiti. Nasce da queste emozioni Face Au Silence, un ritratto potente e commovente della dura vita degli agricoltori francesi che vivono in questa aspra regione.
Agou, attraversa le parti meno note della zona, ispirato dal silenzio di questi luoghi e mosso dal carisma delle persone incontrate, comincia ad instaurare un graduale processo di fiducia e di amicizia con i contadini e le loro famiglie. Il suo intento è quello di andare oltre al semplice documentare e fotografare la vita e l’intensità del lavoro di questa gente; il suo intento è quello di presentarne un ritratto molto più profondo. L’opera che ne deriva è una meditazione sulla vita e la morte. E’ un lavoro che stimola tutti i nostri sensi; provate a chiudere gli occhi, sentirete i rumori che fungono da colonna sonora alla semplicità di questi luoghi: il muggito di una mucca, il belato di una pecora e magari le urla di qualche contadina esasperata nel richiamare il marito sordo a quelle stesse grida, per non parlare del chiocciare delle galline.
Ma anche gli odori forti e pungenti della campagna sono elemento caratterizzante; il caffè sul fuoco di una macchina a gas consumata dal tempo e dalle incrostazioni, l’odore di uova appena raccolte e pronte per essere trasformate in una succulenta frittata di cui proviamo anche ad immaginare il sapore.La vista viene soddisfatta dalla potenza di queste immagini , dall’estetica caravaggesca ma soprattutto dalla loro immensa capacità narrativa.Un ritratto neorealista di un luogo fermo nel tempo, dove si muovono personaggi in precario equilibrio tra la durezza della vita che conducono e l’aspetto quasi grottesco delle loro esistenze, spesso al limite della comicità.
Agou ha la grande capacità di passare dalla fotografia documentaristica con innata sensibilità e senso poetico, passando dal bianco e nero al colore, senza che il risultato cambi, cercando sempre di rinnovare la propria visione senza privilegiare uno stile preciso.L’autore ci ha lasciati nel settembre del 2015 e questo è il nostro omaggio alla sua grande, grandissima arte.
In conclusione, Face Au Silence è un viaggio nel tempo, quello dei nostri nonni e bisnonni, le cui radici si perdono nella nebbia del tempo, in piccoli centri rurali dove ormai trovano posto pochi irriducibili, impossibilitati a troncare quel legame che li lega alle proprie origini.
Ed ecco che Forez si trasforma nel paese di ognuno di noi, e chissà,magari da oggi sarà più semplice ascoltarne il richiamo e riscoprirne la ricchezza.
http://christopheagou.com

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