‘Give me your eyes 
That I might see the blind man kissing my hands 
The sun is humming 
My head turns to dust as he plays on his knees 
As he plays on his knees 
And the sand 
And the sea grows 
I close my eyes 
Move slowly through drowning waves 
Going away on a strange day’

Se avete ‘Pornography’ dei Cure, fatelo partire e lasciate il volume ad un livello moderato; è la colonna sonora perfetta per immergervi nelle atmosfere surreali di una città che si trasforma in un non luogo, tra atmosfere sospese ed una carrellata di personaggi che sembrano usciti direttamente da un film di Tim Burton.

Berlino diventa un palco dove recitano inconsapevoli attori che si muovono tra solitudine, agonia e sottile ironia.

‘Encountering a human being means being kept awake by an enigma’

Il libro di Alisa Resnik si apre con questa citazione di Emmanuel Levinas, incontrare un essere umano significa restare svegli di fronte ad un enigma.

E ‘One Another’ è uno scrigno che di enigmi ne contiene diversi.

La visione non è mai nitida, la sensazione è quella di muoversi all’interno di questo spazio senza che i nostri occhi riescano a mettere a fuoco: siamo entrati nel sogno dell’autrice che ci ha aperto porte oniriche che difficilmente avremmo varcato da soli.

Ci spostiamo da osterie vuote per entrare in case dove incontriamo personaggi il cui sguardo non incrocia mai il nostro ma si perde cercando qualcosa che probabilmente esiste solo nella loro mente.

La luce che si alterna all’oscurità ha un tocco che rimanda alle opere di Caravaggio: è potente e delicata allo stesso tempo, ma non ci scuote mai dal nostro sogno, anzi sembra quasi voler aprire nuovi varchi.

Eccoci allora in quello che potrebbe essere lo zoo di Berlino, ma non possiamo essere certi di nulla, se non che forse siamo di fronte ad un dromedario, o almeno così sembra dai contorni che si sfumano lentamente e che trasformano quella sagoma nel volto di un nuovo personaggio surreale.

E’ un continuo alternarsi tra interni ed esterni, movimenti da capogiro neanche fosse una giostra vertiginosa.

Alberti deformati, luci distorte, volti che appaiono e si trasformano, è una vertigine preziosa di cui lo spettatore difficilmente riesce a distaccarsi.

E’ tutto semplicemente perfetto in questo paradosso visivo.

E suona così anche l’ultima traccia di Pornography, l’album dei Cure che ci ha accompagnato in questo viaggio e che conferma di essere davvero la colonna sonora ideale.

‘We all look so perfect

As we fall down

As we all fall down

In an electric glare

In an electric glare

The old man cracks with age

The old man cracks with age

She found his last picture

She found his last picture

In the ashes of the fire

In the ashes of the fire

An image of the queen

An image of the queen’

Riapriamo gli occhi, torniamo nella nostra realtà, i nostri sensi sono stati inebriati da una visione preziosa.

Mi ricordo di un’intervista rilasciata dalla Resnik poco dopo l’uscita del suo libro, vado a ricercarla e fortunatamente la trovo:

Ho visto che in diverse foto c’è un po’ di rumore di fondo. Usi il noise come una sorta di abbellimento o sono semplicemente venute così?

Sono venute così perché sono una fotografa di merda (risate generali). Mi stai intervistando ed è giusto essere sinceri. Scrivilo pure!

Ma dai… non penso proprio tu sia una fotografa di merda.

Non sono “dentro alla tecnica”. Chiaramente ho una conoscenza di base ma non so se sia un vantaggio o uno svantaggio per me. Di certo sono più istintiva, non sto troppo a pensare a quali parametri usare. Però questo a volte può essere un limite specie quando fotografo quasi al buio, con pochissima luce. E questo non perché voglia farlo ma per il fatto che per scattare ho tempo solo la sera. Tornando alla tecnica, sì, in certe situazioni sarebbe stata d’aiuto e certe foto sarebbero potute venire meglio ma è così e va bene così com’è.

Alisa Resnik, non solo una grande grandissima fotografa, ma un’artista inimitabile che crea immagini sincere, dandoci una vera e propria lezione sulla potenza dell’immagine.

Grazie Alisa, ne avevamo davvero bisogno!

http://www.alisaresnik.com