Ci sono progetti molto difficili da spiegare e commentare, tra questi vi è sicuramente Life Force di Constanza Portnoy.
Una storia che è riduttivo definire solo tale, per la sua poesia malinconica ma soprattutto per la sua potenza narrativa.
Ma per raccontarvelo preferiamo utilizzare le parole della fotografa stessa:

‘L’oblio può essere un’arma di discriminazione se non addirittura di odio.
Tutti gli essere umani hanno bisogno di legami, di relazioni, ma soprattutto di amore, per vivere in maniera sana.
Tuttavia la società ha spesso dimostrato come il pregiudizio ed il disprezzo siano i modi più comuni per rendere invisibile una persona con disabilità.
Jorge è nato in una piccola città rurale in Argentina 38 anni fa, con una malformazione congenita causata da un medicinale con talidomide,prescritto a sua madre senza alcun protocollo sanitario di farmacovigilanza un anno prima della sua nascita.
Ha anche un serio problema alla cornea in entrambi gli occhi, che potrebbe significare una completa perdita della vista; una condizione patologica che è peggiorata gravemente a causa della mancanza di trattamenti specialistici.
A poche settimane di vita sia il medico che lo fece nascere sia il suo ambiente familiare, consigliò a sua madre che sarebbe stato meglio che lasciasse che il bambino morisse, in quanto sarebbe stato incapace di sopravvivere da solo in questo mondo date le sue condizioni.
Ma Jorge ha una forza incredibile e il suo desiderio di vivere era così potente che ha resistito nonostante le circostanze fossero estremamente sfavorevoli.
Oggi sta ultimando gli studi in una scuola comunitaria per .
Ha il desiderio di poter entrare nella facoltà di giurisprudenza ed sposato con Vero.
Sua moglie è nata con mielomeningocele, che compromette la sua capacità di camminare.
Si innamorarono 8 anni fa e il più grande miracolo per loro fu la nascita della loro figlia Ángeles.
Quando questa bambina gli sorride , il mondo diventa un luogo più abitabile e meraviglioso, e la loro presenza diviene una denuncia contro il silenzio e le coscienze di chi li guarda indifferentemente.
Questa famiglia sembra essere invisibile anche ai servizi sociali ed oltretutto ricevono pochissimo sostegno economico dallo stato argentino.
Vero ha bisogno di trattamenti di riabilitazione, ma il sistema sanitario impone ostacoli burocratici insormontabili e Jorge non è mai stato riconosciuto come colpito dalla talidomide dallo Stato stesso.

Nonostante tutto sono stati in grado di costruire un mondo in cui vivere e non solo per sopravvivere. I legami dell’amore, la costruzione della resilienza e il sostegno incondizionato che li hanno forgiati, sono i pilastri che gli consentono loro di rimanere forti, uniti e di andare avanti.’

Arriviamo alla fine di questa storia con un profondo senso di vuoto, il nostro non quello di Jorge che quando ha vicino la sua Angeles ci fa sembrare che per un abbraccio non servono le braccia, e quel vuoto come per magia torna a riempirsi!

https://www.lensculture.com/projects/568586-life-force-what-love-can-save