‘Serenamente contemplava la corrente del fiume; mai un’acqua gli era tanto piaciuta come questa, mai aveva sentito così forti e così belli la voce e il significato dell’acqua che passa. Gli pareva che il fiume avesse qualcosa di speciale da dirgli, qualcosa ch’egli non sapeva ancora, qualcosa che aspettava proprio lui.'(Hermann Hesse)


Già, gli pareva che il fiume avesse qualcosa di speciale da dirgli e Alec Soth raccoglie questo invito e lo racconta anche a noi, attraverso 46 fotografie che ci parlano dei molteplici aspetti un’umanità che trova rifugio lì dove scorre il grande fiume e con esso i sogni e le speranze che il fotografo statunitense cattura in maniera eloquente e poetica.


Fotografie cariche di colore, fatte di dettagli apparentemente banali e ritratti originali di abitanti che abbracciano il Mississippi nel suo lento scorrere.


I ritratti sono perfettamente integrati nei paesaggi e sono la chiave di lettura per comprendere l’atmosfera che si respira su queste rive. Volti che raccontano un’intimità preziosa, una malinconia ed una solitudine di esistenze ‘aliene’.


Il Mississippi di Soth è una visone molto distante da quella che solitamente ci ha presentato il cinema: qui non si vedono le famose paludi con i loro caimani o le atmosfere lugubri ed insane, teatro delle violenze perpetrate dai membri del KKK.


Memorabile la pellicola ‘Mississippi Burning’ con Gene Hackman e Willem Dafoe, diretta da Alan Parker.


Chi abita questa regione, la parte settentrionale, sembra esserci capitato per caso, come trasportato per incanto da un altro mondo.
Prendiamo ad esempio Charles, la figura umana che apre il libro; sarà stato un aviatore o un appassionato modellista ritiratosi a vita privata? Un personaggio al tempo stesso buffo ma potentissimo nel complesso della narrazione.
Kym, che sembra attendere qualcuno o qualcosa da tempo immemore, persa nelle tonalità di rosso di un locale ai confini del mondo: e guardandola abbiamo anche noi la sensazione di perdere la cognizione del tempo.
E Lenny la cui figura imponente contrasta con la delicatezza degli oggetti che lo circondano, la fragilità del vetro o dei petali del fiore, che fa bella mostra accanto a lui.
Ed il tempo sospeso, senza confini, torna nei paesaggi come ad esempio a Ste. Genevieve nel Missouri; una piccola imbarcazione adagiata sulla riva e cullata dalle acque del fiume e accarezzata dalla luce rosea di un tramonto accennato.
Una delle immagini più forti è quella porta di un hotel di Dallas City, Illinois, che sembra posata un varco temporale, pronta a spalancarsi per portarci in un’altra dimensione.Il colore gioca un ruolo fondamentale, sembra quasi di trovarsi in uno spazio profondo, il verde acqua ‘ingoia’ i confini dell’immagine e solo la crepa sul muro ci permette di riportare i piedi a terra.
La galleria prosegue potente, ancora tra personaggi indefinibili, stanze ai confini della realtà e luoghi abbandonati; un affresco unico ‘dipinto’ con un linguaggio magistrale.Soth ha una visione potente, unica, forse il fotografo più influente del secolo, capace di una narrazione sapiente, originale ed al tempo stesso semplice ed efficace.
‘Sleeping by The Mississippi’ ne è l’esempio, ma nella produzione di Soth tutte le opere sono di altissimo livello: a tal proposito ci piace citare il suo ultimo lavoro ‘I know how furiously your heart is beating’ che al suo interno propone degli echi di rimando proprio al lavoro di cui abbiamo parlato fino ad ora, e che magari troverà spazio anche nel nostro contenitore nei mesi a venire.
E’ ora di imbarcarsi in questo viaggio straordinario sulle rive del Mississippi, attraverso stati d’animo, personaggi e luoghi che rimarranno sicuramente indelebili negli occhi e nella memoria. Un affresco straordinario realizzato da quello che possiamo già considerare un Maestro della storia della fotografia.
https://alecsoth.com/photography/projects/sleeping-by-the-mississippi