‘L’estate sta finendo’ cantavano i Righeira in un motivo che salutava la stagione di quel lontano 1985, e che i ‘diversamente’ giovani ricorderanno sicuramente.

E nel momento che scriviamo queste righe e torniamo con la nostra rubrica, l’estate sta davvero finendo, almeno calendario alla mano, viste le variazioni climatiche che accompagnano il nostro tempo.
E come sarà l’autunno, e soprattutto, sarà un inverno rigido?
Ci vorrebbe un metereologo esperto per rispondere a queste domande, ma noi ci occupiamo di fotografia e quindi….
Riprendiamo i nostri appuntamenti con un’autrice che abbiamo già avuto il piacere di presentarvi, proprio nella nostra rubrica, Eugenia Arbugaeva.

Per chi non ricordasse , abbiamo parlato del suo progetto in cui ci presentava il suo Paese natale, quel piccolo microcosmo dal nome Tiksi, situato nella fredda Siberia.
Sempre dalla Siberia arriva The Weather Man.
Il richiamo per la propria terra è sempre stato molto forte per la Arbugaeva, affascinata da quelle persone che hanno scelto di restare e vivere in queste lande fredde e deserte.
In particolare la sua attenzione è attratta dalle stazioni metereologiche, una poi in modo più forte di altre: quella dove vive Viaceslav Korotkij, meteorologo che in completa solitudine monitora le difficili condizioni climatiche di questa regione ai confini del mondo.
Viaceslav è il personaggio di cui la fotografa era alla ricerca, singolare, unico, diverso dai giovani che si alternano per brevi periodi nelle moderne stazioni; anche se molto schivo e silenzioso, tra i due si instaura un rapporto che porterà alla realizzazione di questo suggestivo progetto.

Una scenografia che sembra uscita direttamente da un mondo incantato per il racconto che vede protagonista un uomo solitario, abituato a condurre una vita ‘diversa’ in un ambiente ostile e complicato, tra buio perenne, venti gelidi e nevicate che sembrano non avere mai fine.
Ma questa sorta di favolala favola proveniente dai ghiacci, non ha quello che può definirsi un vero e proprio lieto fine; la stazione meteo, risalente agli anni 30 del Novecento, è stata chiusa , così come l’esperienza lavorativa di Slava, questo il diminutivo di Viaceslav, che si è ricongiunto con la sua famiglia in Russia.
“Ho parlato con lui di come sarebbe stato tornare a vivere in un luogo abitato. Non gli piacciono il traffico, le persone sgarbate e che vanno di corsa, ha paura delle automobili e odia dover camminare solo dove si ‘può’.

È abituato a camminare dove vuole”, racconta la fotografa
“probabilmente si stabilirà nella vecchia casa dei genitori, vicino a un fiume dove stare in pace con la natura, nel modo in cui desidera”.
Il passaggio da un mondo ad un altro, o meglio quasi un passaggio temporale per un uomo unico che ha trovato ai confini del mondo la sua dimensione di essere umano.
Il freddo non ha mai avuto un abbraccio così caldo…

http://www.evgeniaarbugaeva.com/stories/—weather-man/