Settembre è un mese particolare, per molti scandisce il calendario della ripresa, di nuovi inizi e di tante novità e propositi.

Ma per bambini e ragazzi è il mese che segna il tanto ‘temuto’ ritorno sui banchi di scuola.

Gli zaini tornano a riempirsi, libri, quaderni, merende e le spalle dei ragazzi tornano ad incurvarsi leggermente in attesa del suono della campanella e dell’abbraccio con i compagni salutati tre mesi addietro.

La fotografia si è occupata anche di raccontare tutto questo, e noi ci proponiamo di raccontarlo a voi, attraverso un progetto davvero molto interessante realizzato dalla fotografa Rachel Papo.

Con un pizzico di presunzione, ci permettiamo di affermare che dietro un buon progetto fotografico c’è sempre una curiosità da soddisfare, oltre che un desiderio di scoperta.

A supporto di questa affermazione ci sono le fotografie che compongono proprio ‘Homeschooled’, un’immersione nel mondo di bambini, che grazie ad una scelta coraggiosa dei propri genitori, imparano fuori dalle mura di un’aula convenzionale. 

La serie offre uno sguardo ravvicinato sull’immaginazione e le singolarità del mondo di ogni bambino.

Tutto nasce da un incontro casuale nel piccolo villaggio di Woodstock tra la Papo e Lea, dipendente di un bar locale, la cui figlia True di 5 anni non frequenta un istituto scolastico, ma impara tra le mura domestiche.

Inizialmente ‘Homeschooled’ era stato concepito come un progetto seriale, in cui i ritratti di questi bambini avrebbero dovuto creare racconto e comune denominatore.

Tuttavia, l’incontro con gli stessi bambini e le loro famiglie, hanno trasformato l’idea iniziale: i bambini erano così diversi l’uno dall’altro in così tanti modi, che un filo conduttore sarebbe stato impossibile da rilevare. 

E in secondo luogo, dopo aver fotografato un bambino, la fotografa scopre il desiderio volevo di passare sempre più tempo con lui o lei.

E da qui un nuovo interrogativo: come raccontare la storia di questi bambini in età prescolare senza cadere nella scontata produzione di immagini prevedibili con bambini che studiano, leggono o scrivono?

Attraverso uno sguardo attento, quasi materno, la Papo scopre che per questi bambini, l’apprendimento avviene ogni ora del giorno, mentre osservano il mondo naturale che li circonda. 

Una volta realizzato questo, l’esplorazione è diventata libera permettendo alla fotografa di seguire i bambini nei loro mondi magici. 

Molto interessante la considerazione della fotografa, che pur dichiarando che i suoi figli continueranno a frequentare i tradizionali istituti scolastici, ammette che grazie al tempo che i genitori trascorrono con i loro figli durante questi anni di sviluppo ed educazione, entrambe le parti ottengono qualcosa di molto speciale, una connessione che altri, potrebbero non sperimentare mai.

Il suo punto di vista non è un giudizio poiché il ruolo del fotografo è quello di semplice osservatore che cerca di approfondire una realtà nuova e allo stesso tempo complessa.

Stesso discorso per chi come noi, getta la prima volta uno sguardo su una realtà poco diffusa in Italia: è importante   ricordare che qualsiasi decisione presa dai genitori in merito ai propri figli, è il risultato di complesse riflessioni volte a garantire loro sempre il meglio.

Ed ora entriamo in un’aula meravigliosa, la Natura sarà la nostra insegnante e guida nell’esplorazione di una scuola tutta da scoprire!

https://www.rachelpapo.com/homeschooled