Dal Profondo

In una stazione del metrò
Questi volti apparsi nella folla;
petali su un ramo umido e nero.
(Charles Bukowski)

Le prime fotografie realizzate sui vagoni e nelle fermate della Metro le dobbiamo al Maestro Walker Evans, che tra il 1938 ed il 1941 creò un vero pantheon di personaggi proprio negli ambienti della metro newyorkese.

‘I volti dei passeggeri sono a nudo nella metropolitana e per questo sono veri, sinceri’

Un progetto che a quasi 100 anni di distanza, mantiene una freschezza stilistica ed un linguaggio estremamente attuale; fotografie ironiche, taglienti, che compongono un documento storico che non subisce le variazioni del tempo e delle tendenze a cui la fotografia ci ha abituati.

Circa 50 anni dopo sarà il compianto Christophe Agou a ridiscendere i gradini della Metro di New York e a dare vita allo splendido Life Below che vi abbiamo presentato qualche tempo fa sempre sulle nostre pagine.

Due progetti per certi versi simili, ma con enormi differenze nel concetto alla base di entrambe le realizzazioni; comune denominatore è il bianco e nero, scelta obbligata nel caso di Evans, ragionata e cinematografica quella di Agou.

Ma oggi vi vogliamo parlare di un terzo lavoro che ha come scenario diverse Metropolitane sparse per il globo terrestre, da Milano a Città del Messico, passando per Mosca e Calcutta.

‘Mi servo della Metropolitana di New York da poco tempo, e mi diverto. E’ una meravigliosa opportunità per osservare la gente’

Con queste parole Francis Ford Coppola introduce ‘Underground’  lo splendido progetto di Marco Pesaresi, un viaggio metropolitano.

Sotto i nostri piedi pullula un altro mondo, specchio della vita che si svolge in superficie.

Attraverso settantacinque immagini a colori, Marco Pesaresi ci conduce alla scoperta di questa realtà, attraverso interi continenti, su una linea continua di binari. Ad ogni foto la terra gira, mentre personaggi diversi si accalcano aspettando la prossima fermata, il prossimo sogno ad occhi aperti, la prossima opportunità di vita. L’artista riesce a raccogliere, nei suoi clic, tutta la drammaticità, l’atmosfera, l’ironia, le differenze culturali e il senso universale di attesa, che pervadono “l’underground” del mondo. Un progetto che vuole essere la testimonianza della grande sensibilità e dell’impegno dell’artista sull’uomo e le società in cui vive.

Una moltitudine di colori, di volti, di situazioni, un’esplorazione del sotterraneo dove ogni giorno si muovono milioni di persone, dando vita ad un film senza fine.

Sorrisi e drammi quotidiani si mescolano in una pellicola dove è l’umanità vera ed assoluta protagonista.

‘Underground’ è il testamento fotografico di un artista unico, quale è stato Marco Pesaresi; il progetto è un biglietto per viaggiare attraverso immagini uniche e suggestive, lì dove l’umanità si mette a nudo come amava dichiarare Walker Evans.“Quando l’ho conosciuto, Marco Pesaresi era molto giovane e appassionato di fotografia e di avventura. Mi sono rapidamente convinto delle sue potenzialità. Abbiamo subito cominciato un percorso di lavoro insieme, durato tanti anni, che ha portato Marco a realizzare i suoi due più importanti progetti: la visione poetica di Rimini, diario intimo e universale delle particolarità e degli eccessi che caratterizzavano la sua città natale, e Underground, un grande reportage nelle metropolitane dei più popolosi centri urbani del mondo, da New York a Calcutta, da Mexico City a Parigi, a Berlino, a Madrid, Londra, Milano, Tokyo e Mosca.
Marco aveva il ritmo lungo del grande passista; era in grado di progettare e realizzare reportage – come appunto è stato Underground – di ampio respiro e grande complessità. Per Underground percorse migliaia di chilometri, immerso per mesi nel ventre delle città (al ritorno da Calcutta e da Mexico City, dopo venti giorni trascorsi a ogni tappa sotto terra, ricordo che dovette riprendersi dalle difficoltà respiratorie causate dalla lunga permanenza nei sotterranei).”
Roberto Koch, fondatore dell’agenzia Contrasto (Roma)

Grazie di tutto Marco, siamo sicuri che il tuo viaggio stia continuando, anche oggi, ovunque tu sia…

P.S. Non abbiamo link da consigliarvi, ma se avete la fortuna di possedere il libro vi invitiamo a sfogliarlo nuovamente per scoprirlo nuovamente, oppure ad ammirare seppure sul web le meravigliose immagini che compongono questo lavoro.