‘Madre Russia
La danza dello zar
Alza la testa
Ricordati chi sei
Puoi abbandonare
La rabbia e la frustrazione
Puoi essere felice?
Ora la tua gente è libera’

Termina così ‘Mother Russia’ ultima traccia del platter ‘No prayer for the dying’ degli storici Iron Maiden.

Un brano che riassume secoli di storia della Madre Russia, tra conquiste e cadute, sangue e dolore, decadenza e rinascita.

Il fotografo polacco Rafal Milach ci conduce in un’esplorazione temporalmente più ridotta, ma non per questo meno interessante.

Per diversi anni ha vissuto a stretto contatto con sette giovani russi tra le città di Mosca, Ekaterinburg e Krasnoyarsk. 

Attraverso immagini intime, ritrae una generazione intrappolata tra la mentalità del vecchio regime sovietico e la Russia dell’era Putin.

Il fotografo subisce una sorta di attrazione magnetica da parte di questo immenso e frammentario territorio, e la sua diventa un’indagine intima accompagnata dalle lunghe storie della scrittrice Svietlana Alexievich.

Quello di Milach è un racconto che si dipana attraverso diversi generi; il paesaggio che ci parla di reminescenze del vecchio regime sovietico e fasti del passato fino alla vita dei giovani ai giorni nostri; i numerosi ritratti ambientati e non che creano una vera e propria galleria di personaggi in qualche modo speciali, eredi di una pesante e pressante tradizione; gli interni di case e palazzi che raccontano vite vissute e consumate troppo in fretta.

Il progetto di Milach è certamente ambizioso e al tempo stesso riuscito: siamo di fronte alla ricostruzione di un affresco storico, testimonianza che resterà negli anni a venire.

7 Rooms è un meraviglioso esempio di come scrittura e fotografia possano convivere in un unico progetto, senza per questo prevalere l’uno sull’altra, bensì funzionando in maniera complementare oltre che perfettamente efficace; il libro nella sua prima edizione è esaurito da tempo ma recentemente Kehrer ne ha pubblicato una seconda edizione, a nostro parere imperdibile.

Ora che avete le chiavi, iniziate il vostro viaggio, ci sono 7 stanze da aprire per riassaporare e scoprire un ‘continente’ mai troppo conosciuto.